by Vern S. Poythress

[Originally published in Dizionario di teologia evangelica, ed. P. Bolognesi, L. De Chirico, A. Ferrari (Marchirolo [Varese]: Edizioni Uomini Nuovi, 2007), pp. 451-452. Used with permission. The English version is “Millennium.”]

Nella teologia, il millennio è diventato una comoda designazione di un lungo periodo di grande prosperità spirituale e materiale che ci si deve aspettare nel futuro. Nel corso dei secoli, si sono confrontate tre comprensioni principali del millennio: il premillenarismo, il postmillenarismo e l’amillenarismo.

Il premillenarismo si aspetta la seguente serie di eventi: (1) l’età presente continua ad essere un misto di bene e male, di coesistenza tra credenti e non credenti. (2) Cristo ritorna (la Seconda venuta). I cristiani viventi e quelli morti ricevono corpi di resurrezione, mentre i non credenti viventi sono sottoposti a giudizio. (3) Cristo inaugura un regno visibile sulle nazioni, un tempo di grande pace e prosperità (il millennio). (4) Subito dopo la fine di questo periodo, Satana istiga una grande ribellione (descritta in Ap 20,7-10). (5) Dio fa cessare la ribellione e pronuncia il giudizio finale sui viventi e sui morti in stato di condanna. (6) Inizia il regno eterno di Dio (la consumazione).

Il postmillenarismo si aspetta che l’età presente diventi sempre migliore nella misura in cui sempre più persone diventano cristiane e le benedizioni di Dio si riversano su loro. Si arriverà ad un lungo tempo di prosperità spirituale quando la fede cristiana sarà dominante nel mondo. La Seconda venuta seguirà questo tempo (per questa ragione postmillenaria) e porterà alla consumazione.

L’amillenarismo si aspetta la Seconda venuta che sarà seguita dalla consumazione. Non trova nella Bibbia un’evidenza stringente per ritenere che un lungo periodo futuro di prosperità sia distinto dalla consumazione.

In aggiunta a queste comprensioni tradizionali, dal 1830 in poi, è sorto il premillenarismo dispensazionalista. Esso aggiunge alle versioni precedenti del premillenarismo l’attesa di due diverse venute future di Cristo. Nella prima, chiamata “rapimento”, i veri cristiani sono portati in cielo, ma Cristo non appare visibilmente al mondo. Nella seconda, sette anni dopo, Cristo appare visibilmente e porta a conclusione l’età presente. Dopo la sua apparizione visibile, inizia il millennio. I giudei e la loro terra hanno un posto speciale nel millennio.

Le diversità sullo sfondo tra le posizioni sono complesse. Come si comprende il compimento di molte profezie dell’AT che prospettano la salvezza finale e un’era di pace e di benedizioni che accompagnano la salvezza? Gli amillenaristi sostengono che queste profezie si compiono nell’età della chiesa o alla consumazione, o in entrambe i periodi. I premillenaristi e i postmillenaristi si aspettano il loro compimento nel millennio. In questo caso, il millennio significa il regno invisibile di Cristo su una versione prosperosa di questa età (postmillenarismo), o il regno visibile di Cristo su una terra profondamente trasformata (premillenarismo)? In più, il dispensazionalismo premillenarista ritiene che nel millennio i giudei e la loro terra giochino un ruolo unico, del tutto simile a quello nell’AT.

La parola millennio deriva dal latino e significa “mille anni”. Nella Bibbia, il testo principale che si riferisce al millennio è Ap 20,1-7. Durante i mille anni, Satana è legato (20,3) e i santi regnano con Cristo (20,4). Dato che il libro dell’Apocalisse è pieno di visioni e di figure simboliche, c’è disaccordo sull’interpretazione di questo testo. Si riferisce a un periodo di mille anni in senso letterale o rappresenta simbolicamente un lungo tempo, senza l’indicazione della sua durata precisa? I premillenaristi, in genere, pensano che il brano predica un periodo futuro di prosperità spirituale e materiale sulla terra successivo alla Seconda venuta. Gli amillenaristi pensano che esso descriva il regno celeste sperimentato da quelli che sono morti in Cristo o la prosperità spirituale dei santi sulla terra che hanno ricevuto la nuova vita della rigenerazione (Gv 3,1-16). I postmillenaristi differiscono tra loro: alcuni riferiscono il testo ad un tempo futuro di prosperità, altri lo collegano all’intera età che intercorre tra la Prima e la Seconda venuta.

V.S.P.

Bibliografia

H. Blocher, “Une lecture a-millenariste de l’Ecriture”, Ichthus 74 (1978) pp. 11-14 e 78 (1978) pp. 31-33; R.G. Clouse (ed.), The Meaning of the Millennium: Four Views, Downers Grove, IVP 1977; M.J. EricksonContemporary Options in Eschatology. A Study of the Millennium, Grand Rapids, Baker 1977; S.N. Gundry, “Hermeneutics or Zeitgeist as the determining factor in the history of eschatologies?”, JETS 20 (1977) pp. 45-55; C. HillRegnum Caelorum. Patterns of Future Hope in Early Christianity, Oxford, Clarendon 1992;M.G. Kline, “The first resurrection”, WTJ 37 (1974-75) pp. 366-375; V.S. Poythressspan style=”font-family: Utopia, serif;”>, “2 Thessalonians 1 supports amillenialism”, JETS 37 (1994) pp. 529-538.

Dispensazionalismo, Escatologia